Ti è mai capitato di guardare la scheda tecnica di un paio di scarpe da corsa e chiederti cosa significhi quel numero espresso in millimetri accanto alla voce “drop”? Spesso, chi corre a livello amatoriale sceglie le scarpe basandosi solo sul colore o sulla morbidezza dell'ammortizzazione, ma il drop è fondamentale per la tua postura e la tua salute articolare.
Il drop è la differenza di altezza tra tallone e avampiede. Un drop alto (8-12 mm) protegge il tendine d’Achille, mentre uno basso (0-4 mm) favorisce una corsa naturale. Scegliere il drop sbagliato non significa solo correre meno velocemente, ma può tradursi in piccoli fastidi muscolari, tendiniti o dolori alle ginocchia.
Iniziamo facendo chiarezza: il drop è l'inclinazione del piede all'interno della scarpa. Se lo immaginiamo come una rampa, indica quanto il tallone resti più sollevato rispetto alla punta. È fondamentale però non confonderlo con lo stack height, che rappresenta invece lo spessore totale della suola: in pratica, quanto materiale ammortizzante ti separa dal terreno.
Queste due caratteristiche si sviluppino in contesti distinti. Puoi trovare scarpe con un drop molto basso che garantiscono comunque un'ottima protezione proprio grazie alla loro altezza. In questi casi, per rendere la corsa più fluida, si utilizza il rocker: una curvatura della suola "a barchetta" che accompagna il piede nel movimento, aiutandolo a rotolare in avanti in modo naturale e senza sforzo.
Scegliere la misura corretta del drop è un fattore cruciale che influisce direttamente sulla biomeccanica della corsa, determinando quale parte del corpo subisce il carico maggiore durante l'impatto con il terreno e, di conseguenza, la distribuzione delle forze su muscoli, tendini e articolazioni. Ogni tipologia di drop risponde a un'esigenza specifica di corsa e a un diverso stile di appoggio, ecco quali sono le principali tipologie e differenze di drop:
Questo è il drop migliore per i principianti perché offre la protezione necessaria mentre il corpo si abitua ai nuovi carichi di lavoro. Hai bisogno di una scarpa che perdoni l'appoggio del tallone e protegga la catena posteriore. Le New Balance Fresh Foam 520 (Drop 10mm) sono l'esempio perfetto: la loro struttura è pensata per offrire una base d'appoggio stabile e sicura.
Se invece cerchi una soluzione dal design grintoso per le tue sessioni quotidiane, le GymRun da uomo (Drop 10mm) garantiscono quella pendenza costante che serve a chi soffre di tensioni al tendine d’Achille, permettendo di correre a lungo senza affaticamenti precoci.
Per il runner che ha già macinato i primi chilometri e cerca una scarpa capace di adattarsi sia ai ritmi lenti che a qualche variazione di velocità, il drop intorno agli 8 mm è la scelta più equilibrata. Le Asics Gel-Excite 11 (Drop 8mm) offrono un'esperienza di corsa fluida grazie alla tomaia in mesh traspirante che avvolge il piede senza costringerlo. Una valida alternativa per il pubblico femminile è la adidas Duramo SL (Drop 8mm): grazie alla tecnologia Lightmotion, questa scarpa risponde bene ai cambi di ritmo, offrendo quella reattività che serve quando decidi di spingere un po' di più sui pedali della tua corsa.
Scegliere il drop ideale è personale: non esiste una misura perfetta per tutti, ma quella più adatta alla tua biomeccanica e ai tuoi obiettivi, che si tratti di una corsa veloce o di un trail impegnativo.
In questo senso, il differenziale agisce come un regolatore di carico tra le tue articolazioni. Se le tue ginocchia sono spesso sollecitate, un drop più basso può darti sollievo spostando il lavoro verso la caviglia; se invece il tuo punto debole è il tendine d’Achille, un drop alto è fondamentale per scaricare la tensione dalla catena posteriore.
Anche la forma del piede gioca un ruolo decisivo in questa scelta. Chi ha i **piedi piatti** trae beneficio da un drop moderato, intorno ai 10 mm, che aiuta a controllare la pronazione e a dare sollievo all'arco plantare. Al contrario, per chi ha il **piede cavo**, un drop elevato è l'alleato ideale per ridistribuire il peso e alleggerire la pressione sull'avampiede, spesso sovraccaricato.
Qualunque sia la tua scelta, ricorda la regola d'oro: procedi sempre con una transizione graduale per permettere al corpo di abituarsi al nuovo assetto senza rischi.
Attualmente, il drop medio-alto (8-12 mm) è il più diffuso e consigliato dagli esperti. È lo standard per la maggior parte dei runner amatoriali, poiché circa il 90% atterra di tallone. Questa misura supporta la rullata e protegge la parte bassa della gamba. È suggerita per principianti e maratoneti.
Il consiglio che oggi riceve più consensi tra i professionisti è quello di ruotare diverse tipologie di drop: utilizzare un differenziale alto per i lunghi e i lenti, alternandolo a uno più moderato per i lavori di velocità o la tecnica. Questo approccio non solo riduce il rischio di infortuni da sovraccarico, ma rende il piede più forte e adattabile, permettendoti di correre con maggiore consapevolezza e sicurezza in ogni occasione.
Se decidi di cambiare tipologia di scarpa, ricorda la regola della gradualità: alterna il nuovo modello a quello vecchio per permettere ai muscoli di adattarsi. Ti aspettiamo nei negozi PittaRosso, dove i nostri esperti sapranno consigliarti il modello più adatto alla tua corsa, garantendoti il miglior rapporto qualità-prezzo.